Il progetto

IN CORSA PER LA PACE E IL DIALOGO 2012 USA COAST TO COAST: SANTA MONICA – NEW YORK (feb·mag 2012)

Le sue inusuali doti fisiche le ha già messe in mostra – e ampiamente – nel 2006, correndo a 60 anni 12mila chilometri fra Macerata e Pechino in sei mesi esatti, per pregare sulla tomba del missionario suo concittadino, padre Matteo Ricci. Ha manifestato lo sua gronde fede, toccando – sempre di corsa – i santuari di Lourdes, Santiago de Compostela, Fatima, Czestochowa e Terra Santa, unendo insieme devozione religioso e passione sportiva. Nel suo orizzonte, ora si avvicina la prossimo impresa.

 

ULDERICO LAMBERTUCCI

Ulderico Lambertucci è nato il 25 luglio 1946 a Treia (Macerata), dove obita ancora oggi. È sposato con Delia e ha due figli: Leonardo e Lucilla. È imprenditore edile e dal 1995 ha scoperto di essere un corridore dalle doti inusuali. Si è reso protagonista di un record da Guinness dei primati: quello di aver portato a termine ben 46 maratone in un solo anno, tra le più celebri al mondo.

Ma Ulderico non si limita a correre in gare podistiche competitive. Il suo impegno e i suoi risultati sono un portabandiera dello stile alimentare mediterraneo: un modo per dimostrare come una dieta varia e bilanciata possa aiutare a ottenere elevate prestazioni a qualsiasi età e senza dover necessariamente ricorrere a sostanze stimolanti o, peggio, proibite.

 

FEDE E SPORT NELLE SUE IMPRESE PODISTICHE

Con tre autentiche imprese, ha iniziato ad abbinare la passione per la corsa con la sua fede religiosa e con la devozione, in particolare, alla Vergine Maria.

Lo testimoniano soprattutto i 1600 chilometri tra i santuari di Loreto e Lourdes nel 2002, gli oltre 3000 per Fatima, passando per Santiago di Compostela l’anno successivo, e i 2000 tra Roma e il Santuario della Madonna Nera di Czestochowa, in Polonia. Quasi settemila chilometri con la benedizione di Giovanni Paolo Il, che lo ha ricevuto in udienza, e quello dei Vescovi di Loreto, Lourdes e Fatima.

 

L’IMPRESA PIÙ GRANDE, PER INCONTRARE LA CINA DI MATTEO RICCI

Un pellegrinaggio davvero insolito, [vai al sito] quello compiuto da Ulderico Lambertucci nel 2006. È partito da Macerata – nelle Marche – il 4 febbraio per arrivare fino alla tomba del suo concittadino padre Matteo Ricci, il religioso gesuita che alla fine del Cinquecento portò in Cina il Vangelo e le sue conoscenze scientifiche.

Lambertucci e i suoi compagni di viaggio del camper, Zamir e Ferdinando, hanno affrontato un lungo tragitto attraverso l’Europa dell’Est e le sconfinate praterie dell’Asia centrale: Italia, Slovenia, Croazia, Ungheria, Romania, Moldavia, Ucraina, Russia, Kazakhstan e infine la Cina. In totale 12 mila chilometri. Fino a chiudere la sua impresa il 12 agosto 2006, con l’arrivo sulla tomba di padre Matteo Ricci nel cuore di Pechino.

 

ROMA-GERUSALEMME: MESSAGGERO DI PACE E DIALOGO

Dopo la devozione verso la Vergine Maria, gli itinerari dei grandi pellegrinaggi europei, la Via della Seta verso la Cina per trovare la memoria di chi nei secoli passati ha evangelizzato il lontano Oriente, nel 2008 l’attenzione di Ulderico Lambertucci si è concentrata sulla pace nel mondo e il dialogo interreligioso [vai al sito].

Ulderico ha unito insieme le “città sante” di Roma e Gerusalemme. Con la consapevolezza di poter fare ben poco per eliminare guerra e violenza, ma con la certezza della grande importanza del messaggio di pace che portava con sé. Non è stato lui il protagonista assoluto. Ha voluto soltanto farsi “strumento di pace”, come era solito dire san Francesco di Assisi.

La data della partenza, il 1° gennaio 2008, non è stata casuale. Come non lo è stato il luogo d’inizio del suo lungo viaggio. Ulderico Lambertucci è partito da Roma, dal caldo abbraccio del colonnato di piazza San Pietro, nella Giornata mondiale della Pace, salutato da papa Benedetto XVI e dal vicario del Santo Padre per la Città del Vaticano, il card. Angelo Comastri, suo grande amico.

Una corsa di circa seimila chilometri, prima in Italia, toccando alcuni luoghi-simbolo del dialogo e dei rapporti fra Occidente e Oriente. Poi la discesa lungo le martoriate terre balcaniche, teatro di guerra e violenze più volte nel Novecento e fino a pochi anni fa. E poi la Grecia, la Turchia, la Siria e la Giordania, prima di scendere nella tormentata Terra Santa, dove quotidianamente si consumano le lotte tra lo stato di Israele e quello della Palestina.

 

IL FUTURO? AMERICA COAST TO COAST

Ora la testa e le gambe di Ulderico sono già pronte alla nuova, entusiasmante impresa podistica. Correre da Santa Monica, sulla West Coast degli Stati Uniti, fino a New York, nell’estremo oriente degli Usa. Quasi cinquemila chilometri per unire insieme due luoghi simbolo, sempre con l’intento di portare un messaggio di pace e dì dialogo fra religioni e culture diverse.

La corsa coast-to-coast si concluderà a Ground Zero, a New York, diventato una sorta di “sacrario” delle vittime degli attentati terroristici dell’l 1 settembre 2001.

Oltre a quello “sociale e religioso”, altri temi caratterizzano la nuova impresa messa in cantiere da Ulderico. Intanto, quello “alimentare”, visto che il maratoneta marchigiano è convinto che la sua forma fisica sia merito di eccezionali doti naturali, ma anche della dieta mediterranea che lo accompagna nella vita di ogni giorno e pure durante le imprese podistiche. Poi, il lato “medico”, visto che le sue capacità atletiche e la resistenza fisica che ha dimostrato, hanno sollevato spesso l’interesse della comunità scientifica sui limiti dell’atleta e sulle non comuni capacità di ripresa.

Per questo, anche nella maratona statunitense come nelle altre imprese, Lambertucci porterà dall’Italia le scorte di pasta, olio, parmigiano, prosciutto e altri cibi per la sua dieta mediterranea, mentre una equipe medica si sta organizzando per monitorare, con apposita strumentazione, le sue condizioni fisiche giorno per giorno.

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