apr 28

” Memorial Walk”

E’ il gran giorno, ci siamo. La vera conclusione di questo Coast to Coast.

Alle 9.00 del mattino ci incontriamo all’incrocio tra la 5°Av e la 54 St con Silvana Mangione. E’ lei che si è spesa più di chiunque altro per la realizzazione e il riconoscimento ufficiale di questo “Memorial Walk”. Subito un inghippo con la metro. La linea 5 è chiusa per l’intera giornata e dopo qualche cambio riusciamo ad arrivare al luogo della partenza. Un po’ in ritardo ma non fa nulla. La gentile NYPD (New York Police Departiment) ci sta aspettando senza minimamente scomporsi. Battery Park (Sud di Manhattan) perciò è l’inizio.

54 Street.

Un breve tratto di strada di circa un 1 km ci separa dal monumento a forma di sfera realizzato con materiali estratti dalle macerie delle torri e il Memorial vero e proprio che si trova nel luogo esatto degli attentati. Siamo un po’ emozionati. Il luogo esatto della partenza dal parco è stato richiesto dalla NYPD stessa. Tengono questo monumento nel cuore e si sentono anche da lui rappresentati. Molteplici sono state le vittime del loro dipartimento, l’11 settembre 2001.

Battery Park

Battery Park

Si parte. I partecipanti? Siamo noi della missione insieme a tutti gli amici che ci hanno raggiunto dall’Italia. A malincuore non si è potuto allargare il numero di partecipanti. In quel caso le autorizzazioni allo svolgimento del cammino avrebbero avuto tempistiche di mesi. Ma non è di certo il numero delle persone che crea l’evento. Come scritto ieri, già realizzare questo in uno dei luoghi più controllati della Terra, è stato un miracolo.

Arriviamo a Ground Zero. Ad attenderci il capo relazioni esterne della NYPD. E’ Il det. Giga che appartiene alla speciale sezione che si occupa della sicurezza dell’intera area in ricostruzione e dove appunto si trova anche il “9/11 Memorial”. Salutiamo gli agenti che ci hanno scortato.

Incontriamo il det. Giga

Gentilmente accompagnati da Giga,  dopo aver attraversato serratissimi controlli di sicurezza, entriamo.  Lo spettacolo a qui ci troviamo di fronte è struggente per la vastità del vuoto che si è venuto a creare dopo i crolli. Allo stesso tempo però i rumori del cantiere mai fermo creano una sensazione di rinascita. Il suono dell’acqua dei monumenti, dato una percezione dell’eternità della vita.

Memorial 9/11

 

Sono infatti due enormi piscine quadrate create nell’esatto punto delle fondamenta delle torri gemelle. Una cascata interna a tutto il perimetro ed un foro al centro dove confluisco le acque. Un sensazione di vuoto quindi, a rappresentare una sorta di momento di smarrimento dell’essere umano, nell’eternità dell’esistenza scandita dallo scorrere dell’acqua. Ai bordi delle strutture tutti i nomi delle vittime. Ci sono molteplici teorie su quello che è veramente successo in questo luogo. Forse anche troppe. Resta il fatto che in quella mattina di settembre in questo luogo ma non solo, morirono 2.977 persone di più di 90 paesi. La più anziana ne aveva 85, la più giovane due. Più di 400 di queste vittime erano soccorritori che stavano svolgendo il proprio lavoro.

Link 9/11 Memorial  http://www.911memorial.org

Continuiamo la visita all’interno di quello che sta diventando un vero e proprio parco. Abbiamo con noi alcuni libri che parlano della nostra terra, da dare in dono alla persona che ufficialmente rappresenta il sito. La simbolica cerimonia di consegna avverrà di fronte ad un albero. Non si tratta di un albero qualsiasi però. E’ l’unica pianta del’intero sito sopravvissuta ai crolli. Estratta dalla mecerie ancora viva, è stata prima trasferita in uno splendido giardino botanico del Bronx per essere curata. Ripresa in salute è stata di nuovo ripiantata qui.

Una curisiotà. Con l’acciaio che verrà aggiunto lunedì 30 Aprile, tra l’altro giorno della nostra partenza definitiva da New York, la torre 1 in ricostruzione, supererà l’Empire State Building e tornerà ad essere di nuovo l’edificio più alto dela città. Alla conclusione dei lavori diverrà la costruzione più alta del Nord America.

Quindi, questo è il luogo che abbiamo scelto per la simbolica ma reale conclusione di questo cammino iniziato nella costa est degli Stati Uniti. Ulderico è emozionato, noi del team anche. Per non parlare degli amici che ci hanno qui raggiunto e che non ci hanno fatto sentire soli nello svolgimento di questo “semplice” quindi spontaneo e profondo momento conclusivo.

In un istante ci salgono in mente la traversata, l’immane fatica spesa da Ulderico per raggiungere questo luogo, noi che lo abbiamo aiutato sul campo, il tentativo di raccontarvelo attraverso immagini e racconti, l’aiuto di amici che sono a casa come quelli che abbiamo incontrato lungo la strada, chi si è preso a cuore la nostra iniziativa senza neanche mai averci incontrato prima, chi ci a raggiunto negli States donandoci la possibilità di condividere queste emozioni etc..etc……. . Chissà che tutto questo messo insieme non abbia dato un piccolo o grande contributo che sia, a quella sensibilizzazione che crea l’apertura dei cuori e delle coscienze, necessaria a far si che questi avvenimenti drammatici non accadano più. Sinceramente lo speriamo dopo averci messo anima e cuore per far si che si realizzasse ciò che vi abbiamo raccontato dal primo giorno sin ad arrivare a questo preciso istante.

Ci eravamo prefissati degli obbiettivi strada facendo. Posso con serenità scrivere che quelli che veramente contavano sono stati raggiunti uno dopo l’altro. Il tutto grazie ad una insieme di persone che direttamente o indirettamente ci hanno dato una mano.

Per lo svolgimento del tutto, l’associazione “il Maratoneta” che da anni segue queste missioni è stata di fondamentale supporto. Attraverso gli amici Franco Capponi e Roberto D’Ascanio che la rappresentano, non ci siamo mai sentiti soli ne prima ne durante lo svolgimento del viaggio.

Grazie al giornalista Daniele Morini che da anni segue le avventure di Ulderico. Alcune sue idee e contatti sono stati molto importanti.

La comunità italiana di San Francisco tutta che ci ha dato la spinta iniziale con il loro abbraccio.

Quella di Detroit. Ci siamo sentiti accolti con amicizia e fratellanza.

I Consolati Italiani di Detroit e New York per il supporto Tecnico.

L’Ambasciata a Washington.

Il CGIE (comitato generale italiani all’estero) che attraverso la v.seg. Generale dott. Silvana Mangione ha reso possibile lo svolgimento del “Memorial Walk”.

Ulderico e Silvana Mangione

La Polizia di New York. I det. Colombo, Moran e Giga della NYPD sono stati veramente gentili e disponibili.

E naturalmente tutti voi che ci avete seguito in modo più o meno assiduo. Come avevo già scritto, abbiamo avuto nel Blog quasi  4000 contatti per migliaia e migliaia di pagine lette. Sinceramente non ce lo aspettavamo e non potete immaginare quale spinta ci ha dato, soprattutto nei momenti difficili. Vi sentivamo tutti vicini e siete partiti da San Francisco per arrivare a New York insieme noi. Non lo sapevate? Bene, adesso si !!!

” Grazieeeeee !!!!!!!!!!!! “

Entro martedì 1 Maggio, con grande piacere riabbracceremo l’Italia. Sinceramente non vediamo l’ora !!!

Un abbraccio veramente forte da parte di tutti noi.

Ulderico, Mario, Ferdinando e ………,

Michele.

 

apr 27

In attesa dell’epilogo.

Eccoci di nuovo qua.

No, non siamo ancora stati divorati dal vortice della città di New York !! Tanti giorni ormai son passati dal nostro arrivo a Central Park. Giorni trascorsi in modo differente da ognuno di noi. Chi a girare come un forsennato alla scoperta della Grande Mela, chi invece a cercare di recuperare le forze spese nel viaggio quasi semi rifugiato in New Jersey.

Central Park.

Ovviamente è Ulderico che corrisponde alla prima classificazione di azione anche perché se dopo 63 giorni di marcia inarrestabile si fosse fermato tutto di un colpo, i suoi muscoli non si sa come avrebbero risposto. A livello mentale poi sarebbe completamente impazzito !!! Quindi già dal mattino presto corsetta di un’ora, per poi partire con il fedele Mario con il quale hanno veramente percorso decine e decine di km. Ulderico un giorno, per gioco ha indossato l’orologio Gps che lo accompagnato in ogni istante del suo cammino. Bene, a fine serata  segnava 33 km !!! Si,  km di Avenue e Street a Manhattan e dintorni. Come treni e metropolitane per raggiungere l’isola. Sono coraggiosi !!

Per me e Ferdinando invece i ritmi sono stati diversi. Anche noi comunque abbiamo accarezzato la città  ma in modo molto più blando. Il mio personale limite di resistenza non al cammino ma alla sopportazione del “fermento” della città è molto più basso di altri evidentemente. Scrivo che la città di New York può attirare e respingere in maniera molto marcata coloro che la incontrano per la prima volta. Sicuramente una sensazione da provare almeno una volta nella vita. E’ una città veramente aperta a tutti e il forte ed intenso abbraccio che da lei si riceve già dal primo istante, può appunto essere accolto all’istante, accolto con riserbo o addirittura respinto. Da provare perciò sulla propria pelle.

Domenica 22 siamo stati raggiunti direttamente dall’Italia, da un gruppo di parenti e amici. Fa piacere incontrare facce amiche direttamente dalla nostra terra.

Gruppo di amici dall'Italia.

Camminate più o meno intense quindi, qualche museo e riposo. Nel corso del tempo comunque un continuo lavoro per l’organizzazione di quella che sarà la conclusione di questa avventura. Siamo in dirittura finale per la realizzazione di un cammino alla memoria. Il “Memorial Walk”. Come già accennato sarà domani 28 aprile. Non partiremo da Central Park come preventivato ma da Battery Park (Sud Manahattan) per questioni logistiche. Approderemo poi al nuovo monumento della memoria da poco realizzato a Ground Zero per ritornare di seguito al Battery. I dettagli, nel racconto della giornata di sabato!!

Martedì mattina abbiamo definitivamente abbandonato quella che è stata per quasi 3 mesi la nostra casa. Il mitico camper !! Da lì il trasferimento in albergo dove abbiamo raggiunto il resto della comitiva in un albergo nei pressi di Times Square.

Di mattina presto del mercoledì partenza per un mini tour che ci ha accompagnato sino a Philadelphia.

Philadelphia

Poi a Lancaster per una visita ad uno dei villaggi Amish della Pennsylavania assaporando in carrozza l’antico ma per loro presente “ritmo” d’esistenza.

Infine Washington raggiunta a notte. Il mattino successivo, giovedì, noi 4 della missione, ci stacchiamo dal gruppo per raggiungere l’ambasciata Italiana nella capitale. Abbiamo un appuntamento in quanto i nostri connazionali che rappresentano la nazione, sembrano interessati al racconto della nostra storia. Siamo ricevuti dal resp. Accoglienza Cons. Nicolò Fontana. Incontro conviviale, regaliamo alcuni libri e cd del nostro territorio raccontando la nostra esperienza. Anche lui è un maratoneta e trova pane per i suoi denti. Grande fermento all’interno dei locali dell’ambasciata. Da lì a 2 ore, tornerà l’ambasciatore accompagnato dal Ministro dell’interno Americano. Per questa ragione non riusciremo ad incontrarlo. Ci giunge voce che sarebbe stato felice di incontrarci. Voleva dare a noi la priorità ma invece poi …….ha scelto il ministro. Sto scherzando ovviamente !!

A metà mattina ci riuniamo al gruppo. Classico giro della capitale con i suoi monumenti e mausolei, la Casa Bianca e Campidoglio (da fuori ovviamente!!) Si ritornerà a sera in quel di New York.

 

La casa bianca

 

In gruppo al Campidoglio

Domani quindi, il “Memorial Walk”. Il numero dei partecipanti non può essere allargato causa problemi logistici ed autorizzazioni che vanno chieste con mesi e mesi di anticipo. Insieme ad Ulderico quindi, il gruppo giunto dall’Italia. Sapere di essere riusciti ad organizzare un cammino “riconosciuto” all’interno di una delle città più controllate e complesse del mondo in pochissimi giorni, è un miracolo. Questo grazie alla sinergia di più persone che si sono a prese a cuore la nostra iniziativa. Dal CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’estero), al Consolato generale passando ovviamente attraverso la gentile NYPD (New York Police Department).  A tutte queste persone, un grazie personale di cuore da parte di tutti noi.

Per i ringraziamenti “Ufficiali”, rimandiamo al racconto della giornata di sabato !!

 

apr 10

New York City. Capolinea !!!!

64° Giorno di cammino.

Martedì 10 Aprile 2012 di mattina. E’ il gran giorno. L’ora è buona e c’è già luce. Si parte tutti insieme per percorrere gli ultimi circa 10 km che ci separano da Central Park. L’esatto punto dove siamo diretti è dove termina la classica maratona annuale della città. E’ questo il luogo che abbiamo scelto per poter dire che siamo arrivati a New York.

Fermento nel camper per cercare la bandiera italiana con la quale Ulderico ha sempre concluso le sue imprese.

Quindi, si va. Il primo ostacolo è il mare. Le sponde del New Jersey e New York, sono collegate da treni, barche, tunnel e ponti automobilistici non pedonabili. Scegliamo la barca. Ci sentiamo a metà tra emigrati alle prime armi e navigatori esperti sulle orme, anzi rotte di Colombo !!! Ulderico già conosce la zona e ci indica da lontano dove siamo diretti, prima ancora di attraversare il lembo di mare.

A sorpresa, approdiamo esattamente a ridosso di Ground Zero nella zona Sud della metropoli. Stanno ricostruendo le torri ed una di loro anche se non ancora terminata, si staglia già imponente nel cielo con i suoi 108 piani. Ferdinando a questo punto prende un taxi. I 10km per lui sono troppi. Lo incontreremo più avanti.

Ground Zero appunto, il luogo dove terminerà ufficialmente questo Coast to Coast partito simbolicamente da San Francisco, realmente da Santa Monica Los Angeles, con l’intento di arrivare il 28  Aprile al memorial delle vittime dell’11 settembre. L’intenzione è quella di effettuare una marcia con quante più persone possibili vogliano partecipare, dal luogo dove oggi arriveremo e il WTO appunto. Stiamo ancora valutando la fattibilità dell’evento allargato. Le questioni di permessi e gestione del traffico, sono particolarmente rilevanti. Siamo ottimisti e speranzosi. Comunque, che siano 5, 10, 100 o 1000 le anime che si troveranno in quel giorno, questa passeggiata si farà a costo di passare nei marciapiedi e rispettare ogni singolo semaforo.

Ground Zero. Nuova torre.

Quindi, continuiamo sulla West Road sino ad incrociare la Cristopher Rd. La scegliamo tra le miriadi di altre strade, per arrivare nella 5 Avenue che ci accompagnerà sino a Central Park. Qui, incontreremo un luogo dedicato anch’esso alle vittime dell’11/09. Evidentemente dovevamo passare proprio di qua !! Credo che ce ne siano svariate di zone commemorative disseminate lungo città. Poco importa, questa era sulla nostra via.

A tutta 5° Avenue tra la sue milioni e milioni di cose che non so neanche da dove cominciare per elencarle e descriverle. Ci sentiamo o almeno per me è cosi, microscopici. Per guardare le parti finali dei palazzi disseminati ovunque, si rischia il torcicollo. Probabilmente ci abitueremo molto rapidamente ma per ora, questo è l’impatto.

Grand Army Plaza e finalmente Central Park. Lo costeggiamo a Sud ed rincontriamo Ferdinando nella piazza dedicata a C.Colombo. Tutti insieme si entra nel parco. Seguiamo Ulderico che sembra essere di casa. Sono  3 le maratone che lo hanno visto vestire i panni di partecipante. Conosce la Grande Mela ed il punto esatto di arrivo. Non resiste, vuole arrivare a tutti i costi. Riusciamo a trattenerlo a stento per avvantaggiarci un po’ ed aspettarlo la. Attacca a correre, ed il resto è storia.

L'arrivo nel punto finale della maratona di New York.

Siamo sinceramente un po’ emozionati e quasi stentiamo a renderci conto di essere arrivati al capolinea. Molteplici e tra le più disparate situazione ci sono capitate e l’intensità del tutto in così breve tempo ha dilatato la nostra percezione. Ripensiamo all’alba sulla baia di Santa Monica LA, al deserto che ci ha abbracciato per settimane con il suo silenzio desolante e riflessivo accentuato dallo splendore delle stelle, alle montagne rocciose con le sue temperature gelide che obbligano alla reazione, alla neve che ha impresso temporaneamente nel suolo le nostre impronte, alle persone di ogni etnia sempre pronte a darci una mano, alla campagna, le colline ……………………………………………., le gioie  così come le arrabbiature tra di noi risolte difronte alla strada successiva da prendere, al vento che ci ha a volte spinto a volte ostacolato, alle cose che tutto sommato hanno sempre filato liscio, ………………………………….alle notti passate a scrivere ed a scegliere le foto così da poter condividere con voi il nostro vissuto, …………..alla pioggia che ci a sciacquato dalle fatiche e al sole che ci ha ricaricato le batterie quando ne avevamo bisogno.  A corti discorsi, al recente passato. E di cosa ci accorgiamo? Che sembrano passati mesi e mesi e mesi, quanto invece a conti fatti, sono solo una manciata di settimane.

 La questione, è che i km percorsi sono comunque tanti ed Ulderico rispetto a noi ne ha avrà sicuramente un ricordo diverso. Lo vediamo felice, eccitato e commosso per aver raggiunto questo obbiettivo. Non solo, è soddisfatto per averlo conquistato dando il massimo, dando tutto. Si è confrontato con se stesso e con altre persone che hanno affrontato km più km meno, lo stesso tragitto per le più svariate motivazioni. Chi solo per il tempo, chi per raccogliere fondi per questo e per quello, chi per promuovere e sensibilizzare l’esercizio dell’attività fsica, etc…etc…… . Lui, per continuare a tentare di diffondere un messaggio di dialogo interculturale, di fratellanza e pace. Ha collegato le sponde dei 2 oceani mettendoci meno tempo di alcuni che lo avevano fatto precedentemente? Ebbene si. Questo è stato anche un modo per dare maggiore rilevanza alla sua azione ed anche perché no, una spinta per se stesso a raggiungere l’obbiettivo. Lo ha aiutato a non perdere la determinazione che magari in imprese come queste, può anche venir meno in momenti difficili. Mi riferisco soprattutto all’inizio, ai giorni necessari per riprendere il ritmo delle decine e decine di km giornalieri, che insieme ad un problema al ginocchio, gli hanno fatto passare ore ed ore quasi drammatiche. Ha sempre sofferto in silenzio ma alla fine si è confessato. Come se già non lo sapessimo !?!?!? Abbiamo vissuto praticamente fusi per tutto il tempo. Tra di noi, ormai percepiamo ogni umore ed emozione. Che sia bella, brutta o di chissà quale genere.

 Si, perché di vera e propria impresa si tratta. 4623 km percorsi in 64 giorni, comprese le ore per effettuare le graditissima visita a Detroit sotto l’invito della comunità degli Italiani presenti nella città. Quindi, sarebbero 63. Si, 63 giorni. Per chi non lo sapesse, o se ne fosse scordato, stiamo parlando di un uomo di quasi 66 anni !!

Siamo arrivati in sordina. Nessuno era ad attenderci. E’ una caratteristica che contraddistingue i Marchigiani. Perlomeno ad udire chi ci descrive dall’esterno. Poche parole ed esaltazioni, testa bassa e fatti. Con un pizzico di presunzione, posso scrivere che non facciamo fatica a rispecchiarci in questa descrizione. Ci godiamo l’arrivo tra di noi, non per non condividerlo ma anzi, per dare maggior risalto a quando si arriverà a Ground Zero insieme ad altri amici, alcuni dei quali arriveranno addirittura dall’Italia. La reale, simbolica, commemorativa FINE.

Durante gli attimi dedicati ad imprimere alcune immagini, incontriamo un maratoneta Newyorkese che incuriosito da noi, si avvicina. Stenta a credere quello che gli raccontiamo. Appartiene al club dei Maratoneti di New York. Ci scambiamo i contatti e chissà che non ne esca un bell’incontro con questa realtà. Li inviteremo comunque per la marcia.

Si torna a “casa” nel New Jersey, ma la festa non è finita. Ieri era il compleanno di Ferdinando passato un po’ in sottotono dagli eventi. Oggi, si può realmente festeggiare alla grande. Lui, Ulderico, noi stessi. L’ormai 71enne accompagnatore storico di Ulderico ci vuole offrire la cena, ma esige dopo mesi di sofferenza linguista, un luogo dove possa ordinare il suo cibo parlando l’italiano !! Dove andremo a parare? A Little Italy ovviamente. Riattraversiamo il mare quindi, si cammina un po’ e tra la miriade di ristoranti presenti, scegliamo da Lunella. La proprietaria è presente, 2 chiacchere cordiali …………….e se “magna” !!

Adesso a parte l’organizzazione della marcia, abbiamo il tempo per rilassarci un po’. Meritatamente. O perlomeno così pensiamo !! New York con la sua energia ci attende. Il sito, nei prossimi giorni subirà uno parziale stop “rigenerativo”. Ci saranno via via degli aggiornamenti per quello che riguarda appunto, la conclusione a Ground Zero.

Anche se scontato, ringraziamo comunque tutti coloro che ci hanno seguito sino ad ora e che ci hanno dato una mano con il solo interesse a ciò che stavamo facendo. Tra l’altro numerosissimi. Il contatore del sito, ha registrato migliaia di contatti. E non solo, dalle più disparate nazioni del mondo !! I vostri pensieri ci sono arrivati tutti e sono stati una marcia in più soprattutto nei momenti difficili. Di quelli positivi ne abbiamo fatto tesoro, di quelli negativi anche. Anzi, sono proprio quest’ultimi che sono stati per noi spunto di forza nel trasformarli e renderli carburante attivo per il nostro agire.

Da Jersey City USA un grazie veramente sentito da parte di tutti noi.

Ulderico, Ferdinando, Mario, …………

Michele.

apr 09

Skyline a vista.

63° Giorno di cammino.

L’obbiettivo della giornata è raggiungere il luogo che ci ospiterà sino alla fine del mese. Abbiamo trovato infatti un RV (camper) park nella città Jersey City proprio di fronte alla città di New York City dove poter parcheggiare ed avere i servizi primari a disposizione. Cercarne uno ancora più vicino è praticamente impossibile. L’area metropolitana di New York, è infatti interdetta alla circolazione di queste case viaggianti.

Quindi, si parte per quella che sarà l’ultima giornata in strada. O meglio, gli ultimi km con il mezzo a presso. Rimane per domani, da coprire la distanza che ci separa da Central Park. Partiamo di buon ora e rimaniamo per un po’ a bordo della 173.

La lasceremo a metà mattinata per entrare nella 22. Sarà questa statale, a condurci direttamente a Jersey City. O almeno lo credevamo. Ma mano che ci avviciniamo sempre più all’area metropolitana, questa grande via di comunicazione, diviene impraticabile. Il traffico veicolare e la ridotta careggiata in alcuni punti, ci porta o dover scovare un’alternativa.

US 22

Prendiamo delle viuzze laterali per approdare nelle movimentate Springfield St e Market St successivamente. Siamo a Newark ed incominciamo a percepire la sensazione di metropoli. Si odono i classici rumori e si annusano i primi odori caratteristici dei grandi centri urbani.

Si prosegue, ed attraversando due ponti minori ancora pedonabili, a quasi notte, raggiungiamo quello che sarà il nostro domicilio per diversi giorni. Arrivando, intravediamo dall’altra parte del lembo di mare che separa le 2 città (segnando anche il confine per gli omonimi stati), la Skyline di New York da una parte, e l’isola dove si trova la Statua della Libertà, dall’altra. Si, lo ripeto a noi stessi e per chi ancora non l’avesse capito. Siamo quasi arrivati a NEW YORK CITY.

Sinceramente siamo un po’ disorientati dalla situazione. Possiamo osservare la nostra destinazione ad occhio nudo. Non perdiamo la concentrazione però e sbrighiamo le pratiche per entrare e prendere posto nel Camper Park. E’ tardi. Facciamo manovra, ed attacchiamo luce ed acqua. Si , domani mattina dopo 66 giorni da quando lo abbiamo affittato, ci sveglieremo e non lo accenderemo per andare da qualche parte. Anche se non ci crediamo, è però la realtà. Si cena quasi in silenzio nonostante sia il compleanno di uno di noi. Ferdinando, ne mette a segno 71 ma sbaglia giorno di nascita !!! Oggi, non abbiamo ancora l’umore per festeggiare, anzi. Siamo attoniti ed a veramente un passo dalla meta, non vediamo l’ora di raggiungerla. Domani mattina si partirà tutti a piedi per coprire i circa 10 km che ci dividono dal traguardo.

Ulderico chiude le giornate di piena fatica segnandone quasi 85. E’ ovviamente lui, il più emozionato di tutti noi. Non lo nasconde anche perché non ci riesce e percepiamo la sua soddisfazione ad essere giunto sin qui. Però, ancora non è finita. Domani ci sono ancora alcuni km da fare. Ci troviamo addirittura, ancora nello stato del New Jersey !!

 

apr 09

L’alimentazione.

Bene, a due passi dalla fine molti di voi, si chiederanno cosa mangia un “maratoneta” che percorre quasi 2 maratone al giorno per settimane e settimane.

Non è mai stata menzionata nei precedenti articoli, proprio per la sua importanza. Meritava un articolo apposito, in prossimità della conclusione di questo Coast to Coast. Chissà, magari risulterà pure approssimativo ma nessuno di noi è un nutrizionista incallito. Quindi ……….

………………, proveniamo da una terra l’Italia (Le Marche) privilegiata sotto questo punto di vista. L’educazione alimentare con la quale abbiamo a che fare sin dalla nascita, ci porta a considerare il cibo come elemento frutto della terra e del lavoro delle anime che se ne prendono cura. Sintetizzare attraverso la cucina gli elementi messi a disposizione da madre natura, porta ad un maggiore rispetto e consapevolezza di ciò che la natura stessa offre.

Esagerando con rispetto, possiamo dire che oltre ad essere eccellenti conoscitori dell’elaborazione del cibo, la qualità gioca per noi, un ruolo molto importante. Siamo coscienti di pure di cosa significhi fare la pasta o il pane a mano impiegando l’energia delle proprie mani, invece di quella meccanica delle impastatrici. Come anche utilizzare l’olio che si è propriamente prodotto, partendo sin dal processo della potatura e spremitura delle olive.

Ovviamente, non tutti hanno il privilegio di avere del terreno a disposizione dove poter piantare i propri frutti, ma già sapere della differenza che esiste tra la miriade di prodotti che ci vengono proposti, è un grande passo in avanti. Mangiare sano, sembra lo spot degli ultimi tempi. Ma se prima, l’avevamo sempre fatto ……… perché ce ne stiamo dimenticando?

Il vantaggio della terra da dove proveniamo, ovviamente insieme ad altre zone d’Italia e del mondo, è quello di avere la caratteristica di tenere viva questa memoria. I suoi esponenti come per esempio Ulderico, ne sono l’esempio. Visti i risultati poi, sfido chiunque a metterlo in dubbio !!

—————————————————————————————————————————

La spropositata quantità di calorie bruciata quotidianamente per percorre tutti questi km, viene reintegrata in maniera costante e direi metodica.

- La colazione.   Pane, marmellata, caffè e miele, frutta con zucchero ed olio extra vergine di oliva .

-  Spuntini durante il cammino.   Formaggio, frutta con zucchero ed olio di oliva, prosciutto, marmellata.

- Pranzo.  Il piatto di pasta è immancabile. Abbiamo messo a rotazione differenti tipi di sugo. Broccoli, con il tonno, alla carbonara, con il radicchio, i funghi, le zucchine, carote, melanzane. La pancetta a parte alcune occasioni come con semplice passata di pomodoro, è immancabile così come il parmigiano.

Per leggero accompagnamento, i pomodori sono spesso presenti. Condimento classico con olio e sale, olive, cipolle, carote e di rado un po’ di mais.

- Cena. Il piatto di riso in bianco è immancabile. L’accompagnamento è dato quando dalla carne bianca o rossa, le uova nei più svariati modi e di rado il pesce. Quest’ultimo, non per la minor importanza ma per questioni logistiche del camper, dei tempi e anche nostre nel prepararlo. O meglio, nel non prepararlo !! Un po’ di verdura è sempre presente.

Il vino a tavola non manca mai, anche se il consumo è ridotto. Ulderico con una piccola goccia di Whisky dice di digerire meglio. Quando la temperatura è sotto zero poi, un cicchettino ci esce per dare un pò di carica.

In poche parole dovremmo essere di fronte alla famigerata dieta mediterranea. Non sappiamo se sia rispettata alla lettera ma sinceramente poco importa. Ulderico sta in forma ed anche più. Noi che non facciamo nessuna fatica ad adottare la sua alimentazione dato che è anche la nostra, pure.

Quindi ………………………., viva la terra e suoi frutti, ed un plauso a chi ne sa riconoscere ed apprezzare i suoi benefici. E magari perché no, sfruttarli anche a proprio vantaggio fisico e mentale.